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L’esistenza di forme di vita extraterrestre ha sempre suscitato la curiosità umana e le molte risposte date nei secoli a questa domanda testimoniano un travaglio, filosofico ed intellettuale, che si è venuto sviluppando con il progressivo emergere della cultura e con la sua trasmissione di generazione in generazione e di luogo in luogo. La scienza moderna, nata con il metodo sperimentale ai primi del Seicento, non è entrata in questi dibattiti, lasciati abitualmente alla filosofia, fino al 1959, quando un famoso articolo di Cocconi e Morrison sulla rivista scientifica Nature, intitolato Searching for Interstellar Communications, dimostrò che la comunicazione via radio fra due stelle vicine è possibile. Quindi, civiltà sviluppatesi indipendentemente sui pianeti di due distinte stelle potrebbero entrare in contatto tra loro non appena le reciproche tecnologie di trattamento dei segnali radio diventassero abbastanza avanzate. Questo lavoro segnò così la nascita del SETI, acronimo inglese di “Search for Extra-Terrestrial Intelligence”, basato sulla ricerca di messaggi radio che giungano a Terra dallo spazio, esattamente come la Terra emette nello spazio una grande quantità di segnali radio, che potrebbero già oggi essere rilevati con facilità da civiltà extraterrestri situate a qualche decina di anni luce da noi. Nel 1960 il radio astronomo americano Frank Drake condusse il primo tentativo sperimentale di rivelare segnali “intelligenti” extraterrestri provenienti da due stelle vicine: e Eridani e t Ceti. Il SETI si sviluppò quindi in primo luogo negli Stati Uniti e, poco dopo, in Unione Sovietica. Successivamente questo programma di ricerca venne anche iniziato da Enti pubblici di altri paesi come la Francia, il Giappone, l’Australia, l’Argentina, e l’Italia, mentre negli Stati Uniti la stessa NASA decideva di creare un apposito gruppo di ricerca SETI. Contemporaneamente, vi è stata una larga presa di coscienza del problema della possibile esistenza di civiltà extraterrestri anche da parte dell’opinione pubblica. In anni recenti, infine, sono state elaborate teorie che cercano di calcolare le probabilità che la vita si sia sviluppata, su pianeti in orbita intorno ad altre stelle della nostra Galassia, dando così origine ad una nuova disciplina scientifica, nota come esobiologia. Per quanto una stima realistica della probabilità dell’esistenza di vita extraterrestre rimanga difficile, si può comunque concludere che l’avvento del SETI ha aperto una fase nuova nell’evoluzione del pensiero umano, non soltanto in termini strettamente scientifici, ma anche nell’accezione più ampia del termine cultura. Da questa premessa e’ nata l’idea di fondare anche in Italia, come già in altri paesi, un’Associazione Italiana per la Ricerca della Vita e dell’Intelligenza Extraterrestre, denominata Italian SETI Study Center - Centro Italiano Studi SETI CISS: un’Associazione indipendente, apolitica, aconfessionale e senza scopi di lucro. |